Fermate il treno, devo scendere

Capita alle volte che, fra lo scatto atletico da centometrista per non perdere il treno in partenza e varie altre preoccupazioni per la testa, con l’inizio del nuovo mese mi ritrovi a dimenticare di rinnovare l’abbonamento.

La cosa, puntuale, è capitata nuovamente anche ieri: arrivo in stazione, treno che è già sul binario pronto a partire, scatto e salita in corsa.
Appena sedutomi su un posto libero, il flash: è il primo del mese, non ho rinnovato l’abbonamento. (seguito da irripetibili epiteti esortativi)

Condivisibile o meno, l’ultima volta che m’è capitato è passato il controllore e ha ritenuto di multarmi. In fondo, ero pur sempre senza biglietto….
Così, questa volta, ho giocato d’anticipo ed ho raggiunto il controllore, pronto a fare (economicamente e spiritualmente) ammenda, comprare un biglietto con sovraprezzo e regolare così la mia posizione.

Attraverso il treno, raggiungo il controllore, illustro l’accaduto e mi accingo a metter mano a portafoglio, quando questi decide di sorprendermi: avendo indagato che faccio abitualmente la tratta e che comunque arrivato alla mia destinazione avrei acquistato il consueto abbonamento mensile, ritiene che farmi la multa non sia necessario!
Condivisibile o meno, anche questo è un ragionamento logico: in fondo, nel prezzo del mio abbonamento che avrei acquistato di lì a poco, rientra comodamente anche questa corsa… praticamente un “anticipo” su un abbonamento comunque certo.

Succede dell’incredibile sui treni italiani…. a volte, persino l’onesta paga!