tette, tette, tette

La notizia, di per sé, farebbe anche ridere. Ma questo post, per vostra sfortuna, non rientra nella sezione umoristica.

E, a discapito del titolo, devo anche confessare che di tette qui se ne vedranno poche.

Già, perché a quanto pare il seno femminile dà scandalo a sufficienza per il solo fatto di esistere, senza neanche dover essere esposto.

E’ uno strano mondo, il nostro, e senza dubbio un etnologo di qualche civiltà tribale (come quello immaginato da Umberto Eco) libero di studiarlo avrebbe molto da dire sulla repressione sessuale e sulle perversioni che alimentiamo.
La cosa bizzarra, oltretutto, è che se ai tempi del film su Maria Goretti (come ricordato ne “Le invasioni barbariche” di Arcad) tutto questo era in qualche modo connaturato alla prassi catto-repressiva della sessualità, oggi questa repressione è -salvo a livello subdolo, di dispositivi focaultiani- sparita. Si moltiplicano, infatti, le esposizioni pubbliche e sessualizzate dei corpi, tanto che si fa veramente fatica a comprendere come un paio di tette possano suscitare tanto scandalo.
Ma ancor più bizzarro, se ve ne fosse bisogno, è che tutto ciò accade nel contesto e per opera di una “istituzione” che fa dell’esposizione dei corpi la propria raison d’etre.

Cos'è, mezza tetta, quella lì??

Cos’è, mezza tetta, quella lì??

Accade così che la vincitrice del titolo di “Miss Bretagna 2015” -concorso di bellezza organizzato nel contesto di Miss Francia- Eugénie Journée sia squalificata dal concorso e privata del titolo appena tre giorni dopo la proclamazione a causa di una sua foto pubblicata nel proprio profilo facebook…
…una foto in cui appare nuda!
Meglio sarebbe dire “nuda”, perché sebbene effettivamente manchi parte dell’abbigliamento, certo pare difficile poter dire che dalla foto si veda alcunché del corpo di Eugénie oltre a quanto potremmo comunemente osservare se dovessimo incrociarla per strada.

Certo, il regolamento del concorso è abbastanza chiaro nel dire che le concorrenti non devono divulgare proprie immagini déshabillé, ma ciò non toglie nulla all’assurdità della vicenda.
Per prendere le parole di un’amica francese che ha segnalato la cosa, “on ne voit pas ses seins sur la photo. L’hypocrisie est énorme: le show consiste à faire défiler des femmes en bikini, dont on voit tout sauf le sexe et les tétons“.
Detto altrimenti: uno show la cui stessa essenza è mettere in mostra e (cosa persino peggiore) giudicare il corpo femminile considera illegittimo per quello stesso corpo (o, meglio: per quella persona) esporsi in altro modo.
Peraltro, come dice la stessa amica, quella foto non sessualizza per nulla la ragazza.

O forse il problema sta proprio qui?
Non necessariamente, visto che in passato la madrina di Miss France si è già lanciata contro ogni forma di esibizione del corpo da parte delle concorrenti al di fuori della kermesse. Sfiorando, anzi centrando in pieno il ridicolo.
Forse, la distinzione sta invece fra il “corpo” e la “persona”…

L’ipocrisia, ad ogni modo, rimane tutta.

La stessa ipocrisia, per la cronaca, che colpisce Facebook quando prevede un divieto di pubblicare foto in cui si vedano capezzoli femminili… (true story, per chi non ci credesse). E alla quale ha pensato di porre rimedio Micol Hebron con una foto di capezzolo maschile da copiare-incollare sulle foto.