Di elezioni: Ron, Rand & Paul

Secondo post sulla lunga campagna di avvicinamento alle elezioni presidenziali di USA 2016, potrebbe quasi diventare una rubrica…

Stavolta vorrei spendere qualche parola su Rand, figlio di Ron, Paul.
Rand Paul è il secondo repubblicano a lanciare la propria candidatura alle primarie del suo partito per le presidenziali dell’anno prossimo dopo il texano Ted Cruz e poco prima di Marco Rubio. Oltre, ovviamente al nominato-non-ancora-candidato Jeb Bush.

110620_rand_ron_paul_ap_465Rand, figlio di Ron, lo si comprende bene partendo dal padre, quel Ron Paul che altrove ho definito un tagliatore di triliardi per la politica aggressiva, estrema, nel taglio delle tasse e della spesa pubblica.
I Paul rappresentano l’ala che si sarebbe tentati di definire più “estrema” del partito Repubblicano. Ma si cadrebbe in un sorprendente errore.
Più che “estremisti”, i Paul rappresentano un’ala “purista” del pensiero repubblicano: un’ala ed un pensiero che più che essere strettamente conservatori sono marcatamente libertari.
Questa è una destra assai lontana, e difficile da comprendere per chi non sappia fino a che punto gli USA hanno interiorizzato ed istituzionalizzato i principi del liberalismo. Tanto interiorizzati da essersi spinti ben oltre.

Non sono un esperto di filosofia politica, dunque mi limito a dire che il pensiero libertario valorizza la libertà individuale (negativa) anche oltre confini della destra classica (di matrice un pò bigotta, paternalistica, moralistica e reazionaria): fino al punto di accettare l’aborto o l’eutanasia e la legalizzazione delle droghe leggere; rigettando piuttosto l’interventismo in politica estera (Paul padre, Ron, era favorevole ad accordi sul nucleare con l’Iran già nella campagna presidenziale del 2012) e le intromissioni dello Stato nella vita privata dei cittadini per ragioni di sicurezza pubblica.
Insomma, il principio liberale è spinto ai suoi estremi, sia su temi socio-economici che riguardo questioni morali-personali.
Una destra ben strana per noi europei, abituati piuttosto a conservatori che strizzano sempre l’occhiolino a reazionari e fascisti. E’ la destra interpretata -ed esasperata- da Ayn Rand.

Se non fosse per la totale distruzione dello stato sociale che ne consegue, una destra così sarebbe quasi interessante…. ahn, già: altrimenti si chiamerebbe sinistra!

Ad ogni modo, trovo che la candidatura di Rand Paul sia oggi di gran lunga la migliore fra quelle messe in campo dai Repubblicani. Innanzitutto, non è un Bush, che non fa male.
In secondo luogo, è un politico che si distanzia da alcuni dogmi del partito Repubblicano e dal reaganesimo imperante.
In terzo luogo, ha proposte politiche decisamente innovative e progressiste, come la legalizzazione della marijuana, unioni civili fra persone dello stesso sesso e l’opposizione al terribile “Patriot Act“.
Difficilmente, per quanto estreme, le idee di Rand Paul potrebbero essere più pericolose di quelle degli altri Repubblicani: al netto della comune intenzione di tagliare tasse e welfare, se non altro i libertari aprono ad altre libertà personali, rigettate dalla destra più tradizionale.

Tutto ciò detto, occorre anche precisare che i Paul (padre e figlio) hanno in passato preso posizioni anche contro l’aborto.

Comunque, è un’altra candidatura che difficilmente potrà aver successo: troppo lontana dall’establishment repubblicano e non per persuadere larga parte degli elettori.