Il Giorno Degli Zombi (1985): Il cinema “politico” di George Romero e dei suoi non-morti

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E’ stato già detto in diverse occasioni, anche su questo blog: il cinema di genere è quello che, più di ogni altro,  riesce a trasmettere dei messaggi, a proporre una certa visione del mondo e della società. E questo perché, proprio in quanto cinema di genere, esso non è rivolto a un pubblico specifico o di nicchia, ma  è capace di parlare a tutti, sfruttando forme “popolari” come la fantascienza, la commedia, o (ed è questo il caso che prendiamo in esame in questo post) l’horror.

Dei registi che maggiormente hanno utilizzato il cinema dell’orrore per proporre la loro visione del mondo, Romero è stato in assoluto il più esplicito. I suoi film sui morti viventi sono quanto di più “politico” possa offrire la settima arte: La notte dei morti dei viventi (1968), girato con quattro soldi, in un bianco e nero poverissimo e senza effettacci gore, era la materializzazione delle paure di una generazione, quella della fine degli anni’60, che stava andando incontro ad epocali cambiamenti sociali ed economici; Zombi (1978) una critica feroce alla cultura del consumismo (il film è tutto ambientato all’interno di un centro commerciale che viene continuamente assaltato dai non-morti, proprio come facevano da vivi); e poi Il giorno degli Zombi (1985) l’assoluta vetta artistica del cinema di Romero sui non-morti.  Il terzo capitolo di questa trilogia Romeriana è un una denuncia spietata della militarizzazione, dell’uso delle armi, di un certo modo di concepire il mondo ed i rapporti di forza (quello, tipicamente occidentale, del sopruso, del più forte che prevarica il più debole): e questo lo si evince dai dialoghi serrati e violenti, dai personaggi allucinati che popolano il bunker sotteraneo in cui è ambientato il film. La pellicola è claustrofobica, dura, ma soprattutto molto verbosa: si concentra tutta sui dialoghi, sui personaggi, in una sorta di preparazione in vista di una catarsi, di un tragico finale: tutto lo splatter e l’orrore che Romero non aveva mostrato esplode nell’ultima mezz’ora di film, in un tripudio di interiora, crani squarciati, arti mozzati e divorati da centinaia di famelici morti viventi. Sequenze solo per stomaci forti, realizzate in maniera splendida dal mago degli effetti speciali Tom Savini senza usare neanche per un secondo la computer grafica. Il giorno degli zombi è un capolavoro assoluto, un film durissimo e magnifico, conclusione ideale di una trilogia con cui Romero ci ha terrorizzati mostrando non tanto gli orrori causati dalla resurrezione dei morti, quanto la vera natura dell’essere umano.