MONDIALI DISCUTIBILI – MONSIEUR VERDOUX BIS – IL MUNDIAL DIMENTICATO

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Non so voi, ma a me di solito capita, dopo una grossa delusione calcistica (vedi alla voce: eliminazione della propria nazionale da un mondiale) di disamorarmi completamente, per un periodo più o meno lungo, del pallone. Per provare a superare questa delusione, una buona idea può essere quella di pensare che il calcio (e più in generale tutto lo sport) una volta avesse il potere di unire popoli e nazioni, di far trionfare la pace sulla violenza e la guerra. Il Mundial dimenticato – la vera incredibile storia dei Mondiali di Patagonia 1942 è un falso documentario del 2011, di produzione italo-argentina, che prende spunto da uno dei grandi “misteri” del mondo pallonaro: i mondiali che si sarebbero giocati, nel sud del sud del mondo, durante la seconda guerra mondiale. Diciamolo subito: il documentario è palesemente falso, e gli autori avrebbero potuto sforzarsi a rendere quantomeno “credibili” alcuni dei fatti narrati nel film (l’idea che l’arbitro delle partite del mondiale fosse il figlio di Butch Cassidy, e che al posto dei cartellini usasse le pistole, è divertente ma davvero esagerata); anche solo lasciare nello spettatore il dubbio che ciò che sta vedendo possa essere vero, sarebbe stato un buon risultato; e invece nulla: che il film racconti un fatto di pura finzione è chiaro sin dall’inizio.

Ci sono però altri aspetti che rendono il film apprezzabile: in particolare l’aura mitica che gli autori riescono a ricreare intorno ad un evento che forse, in realtà, non ebbe mai luogo; la descrizione di un tempo in cui lo sport era fatto di sognatori ed idealisti (il fantomatico Conte Otz, che volle fortemente il mondiale in Patagonia, sfidando la FIFA e i primi ministri di tutti gli Stati del mondo); l’idea che il calcio potesse riunire nazioni e popoli in guerra (la Germania nazista che gioca in semifinale contro una nazionale italiana “alternativa” a quella ufficiale, composta solo da partigiani e socialisti) o potesse dare dignità a popolazioni dimenticate da Dio (i machupe, che alzeranno alla fine la tanto agognata coppa Rimet). Perchè lo scopo de Il Mundial dimenticato è proprio questo: quello di restituire al calcio (e allo sport tutto) il suo vero valore, e cioè quello di unire, e non di dividere, come spesso accade oggi. In fondo il calcio è un gioco, uno scherzo; come sembra volerci ricordare l’ultima immagine della pellicola, in cui il figlio di Butch Cassidy, mentre le due nazionali polemizzano per il risultato finale, scappa via con la coppa Rimet tra le braccia.