I sei sensi – Monsieur Verdoux – Arca Russa e la percezione della bellezza

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Attraverso la perfetta combinazione di storie, suoni e immagini, il cinema può essere capace di immergere lo spettatore in una dimensione in cui tutti e cinque i sensi sono sollecitati ed amplificati. Personalmente, devo dire che pochi registi sono riusciti con le loro opere a provocarmi quest’effetto: uno di questi è Alexandre Sokurov, cineasta russo autore di diversi capolavori, tra cui il magnifico Arca Russa.

Arca Russa è un film unico: la storia (un uomo senza nome che percorre gli enormi saloni dell’Hermitage di San Pietroburgo, attraversando e vivendo diversi momenti chiave della storia della Russia) è infatti narrata attraverso un lunghissimo piano sequenza di un’ora e mezza, la cui realizzazione è costata a Sokurov ben quattro anni di lavoro; il piano sequenza inoltre è tutto girato in soggettiva, per cui lo spettatore si identifica completamente con il misterioso protagonista, entrando appieno e completamente nel mondo di Arca Russa.

La vista è appagata da immagini di rara bellezza (non solo le opere d’arte che riempiono l’Hermitage, ma anche i costumi dei personaggi, le coreaografie e le danze delle migliaia di comparse che popolano il film) e da colori sublimi; il gusto dalla percezione quasi fisica della dolcezza dei dolly e dei movimenti di macchina di Sokurov, a volte morbidi a volte sferzanti, a volte lenti (quando ci si sofferma davanti a un dipinto) a volte accelerati (quando si segue la corsa di una piccola Anastasia per i corridoi del Palazzo d’Inverno); il tatto, l’olfatto e l’udito dall’immedesimazione totale dello spettatore con la figura del protagonista, dall’incredibile realismo e rigore storico con cui vengono ricostruiti vicende e ambientazioni, dalla bellezza di alcune sequenze, come quella della regina Caterina che si allontana nel cortile dell’Hemritage, la sua figura che lentamente svanusce in lontananza del bianco della neve che cade su San Pietroburgo: e allo spettatore guardando questa scena sembra di sentire il freddo dell’inverno russo, il tocco dei fiocchi di neve sulla pelle, la presenza sfuggente della regina e il vuoto spettrale del Palazzo d’Inverno.

E così Arca Russa stimola anche quello che è il sesto senso: la percezione della bellezza, intesa come combinazione perfetta di tutti gli elementi che concorrono a rendere qualcosa oggettivamente ed irrimediabilmente bello. Cosa che Arca Russa è.

Arca Russa è un film certamente sperimentale, ma anche un’opera che parla della Russia, della sua storia e del desiderio di normalità di un Paese da sempre vissuto nel paradosso di non essere né Europeo né Asiatico, e la cui identità è racchiusa nelle opere dell’Hermitage di San Pietroburgo che, come un’arca di Noè durante il diluvio, ne custodisce i segreti e la Storia.