Dal pompino all’amore, guida pratica

Heart-Lips-

Pompini

Come scrissi anni fa, in tempi lontani e non sospetti (e da grande estimatore della pratica), in alcune varietà di lombardo il pompino si chiama “soffocone”. Una descrizione piuttosto brutale, che fa pensare alla filosofia del deep-throat più che a quella del cono gelato. Insomma, una scuola di pensiero che non è quella che preferisco io, perché se una mi fa una cosa troppo deep-throat va a finire che mi preoccupo, inzio ad avere paura che inizi a diventare un po’ (deep-)purple in viso, e poi sai che imbarazzo con quelli del 118?

Prospettive

Comunque, il punto è che in alcune varietà di lombardo si chiama “soffocone”. Ecco. Mi interessa quell’impersonale, passivante, “si chiama”. Si chiama? Chi lo chiama? Beh, io l’ho sentito chiamare così esclusivamente tra uomini. Cioè, nessuna tipa mi ha mai detto: “ti faccio un soffocone”. Anche perché suona un po’ strano, e nel caso in cui il maschio non sappia bene che cosa significa potrebbe persino sembrare una minaccia. E io di certo non ho mai detto a una donna: “fammi un soffocone”. No, decisamente è vernacolo da spogliatoio maschile. E questo mi fa riflettere. Sì, perché se i due sessi parlano lingue diverse, allora la comunicazione fra i generi può diventare problematica anche al punto di vista linguistico, e non solo da quello fisico.

(Definizione di incomunicabilità per motivi fisici: il fatto che noi maschietti abbiamo neuroni funzionanti solo in assenza di erezione, mentre le donne in presenza di nostra erezione sviluppano riflessioni ed esigenze creative che le portano ad attivare aree del cervello con cui noi non sapremmo venire in contatto nemmeno se avessimo passato dodici anni a meditare sul senso della vita)

Comunicazione

E se i linguaggi di uomini e donne sono così diversi, come si può sperare in un percorso sentimentale e sessuale funzionante? Esistono metodi e criteri che non siano: “io metto il cuore e il corpo in campo, e speriamo che vada bene”? Come si passa in modo consapevole dal piacersi al frequentarsi, dal frequentarsi all’innamorarsi, dall’innamorarsi all’amare? E in quale di queste fasi si collocano le principali realizzazioni del discorso amoroso?

Naturalmente, non serve specificare che le realizzazioni del discorso amoroso sono le seguenti:

1) versi di poesie o canzoni o foto inviate dal cellulare (sviolinate intangibili),
2) fiori o cioccolato o regali personalizzati (sviolinate commerciabili e dunque tangibili),
3) petting,
4) sesso orale,
5) scopata,
6) serie di scopate con struggimento da separazione,
7) serie di scopate senza struggimento,
8) singola scopata perché ormai è lo stesso brodo,
9) singola scopata con lei che va al cesso e non chiude la porta,
10) riproduzione,
11) ricerca di nuovi partner perché ormai i figli sono grandi.

In linea di principio, una comunicazione efficace è resa impossibile da:

1) differenza linguistica. Ad esempio: “tra un po’ di tempo”. Lui intende: “al prossimo appuntamento”. Lei intende: “Fra qualche settimana”. Lui TEME lei intenda: “fra un anno”. Lei TEME lui intenda: “dopo cena”.
2) irrazionalità da emancipazione femminile. Volontà di ricevere fiori e di non riceverli. Volontà che l’uomo le porti la valigia e che non lo faccia. Concomitanti. E incondizionate.

Pertanto, occorre limitarsi a una serie di regole di massima, se si vuole far sì che il rapporto funzioni e progredisca.

Le regole

1) è più facile arrivare dal cuore alla fica che dalla fica al cuore,
2) la prima regola è falsa e solo gli sprovveduti ci credono,
3) se stai cercando delle regole stai messo male, perché: vedi sotto.

Perché

Non esiste nessuna ragione al mondo per desiderare che il rapporto progredisca. Volete passare veramente dal pompino all’amore? Ma siete scemi? Che cosa vi dice il cervello? L’amore fa schifo. Nasce male e invecchiando peggiora. Il pompino invece dura il tempo giusto, non produce rischi di reiterazione involontaria del proprio codice genetico (salvo strane pratiche di vasi comunicanti che poche donne conoscono), non richiede di togliersi le scarpe e sicuramente a fine serata non sarete voi ad avere l’alito peggiore.

Non progredite. Restate al pompino. Quello è il segreto della felicità.

[redacted – tolgo tutte le mie canzoni dalla rete per improvviso pudore]