La gente ama la merda

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Il fatto è che la merda, in fin dei conti, è l’unica cosa che durante la vita non ci abbandona mai. Ci accompagna fedele e silenziosa fino al nostro trapasso e solo in quell’ultimo momento, schizza copiosa fuori dal nostro corpo con rabbia, quasi con stizza, lasciando un vuoto incolmabile. Nessuno può essere certo che nel morire perdiamo un’anima, ma è sicuro che da morti di merda ne perdiamo molta.
La merda ci è simpatica. Se tu citi una battuta di Woody Allen la maggiorparte della gente ti guarda come se avessi voluto far ridere enunciando un teorema di Euclide, ma se accenni alla cacca, alla scorreggia, alla puzzetta, alla pupù o alla popò, nessuno riesce a trattenere un sorriso malizioso.
La merda ci è amica. Quando dobbiamo leggere, concentrarci o lavorare evitiamo accuratamente la presenza dei nostri simili, se è possibile. Cerchiamo posti isolati, silenziosi, come le biblioteche per esempio. Ma il posto migliore dove sfogliare un libro od un giornale, dove risolvere rompicapi o cruciverba, è lì, a venti centimetri dalla merda, seduti comodamente su una tazza, mentre il suo odore ci trastulla amorevolmente rassicurandoci sullo stato della nostra salute. Chissà quante teorie scientifiche sono nate appena tirato lo sciacquone, chissà quanti studi di quelle università americane che ci informano che si sta meglio se si mangia che se si sta a digiuno, sono state eseguite pensando alla merda. Non lo sapremo mai, ma in cuor nostro avvertiamo che è più che probabile che molte leggi, specialmente negli ultimi tempi, sono frutto di qualche stronzo. Il nostro umore, piu che dal tempo, dipende dalla merda. Avete mai conosciuto qualche stitico? Sono irritabili, nervosi, antipatici, gli puzza l’alito e sono suscettibili. Cercano la merda in tutti i modi, perché sanno che senza merda si sta male e con lei saranno più felici, più calmi.
Gli italiani sono affascinati dalla rappresentazione della merda. A Natale corrono a riempire i cinema per vedere film di merda, le librerie sono piene di libri di merda scritti da scrittori di merda e letti da persone di merda. Alla radio mandano solo canzoni di merda e in televisione trasmettono rigorosamente programmi di merda, condotti da presentatori di merda con un sacco di protagonisti di merda.
La gente ama così tanto la merda che la vota, la elegge a suo rappresentante e lascia che delle merde decidano per loro le cose più importanti. E più chi sta al comando è simile alla merda, più le persone sono contente. La gente corre nelle piazze ad acclamarla: “Forza Merda!”, grida felice sventolando bandiere, “Meno male che la Merda c’è!” canticchia soddisfatta nei congressi. Il popolo adora la merda, si identifica con lei fino ad invidiarla. “Magari potessi essere come quella merda lì!”, sembra si crucci nei suoi pensieri più profondi. “Mucha mierda!” augurano gli artisti di merda usando uno spagnolismo alla moda, e tutti in coro, felici e scanzonati rispondo compatti al richiamo festoso della merda.
La merda è buona, così buona che si sacrifica per noi. Lei potrebbe starsene per i fatti suoi dentro un cesso, ignorarci, perché lei vive bene anche senza di noi, siamo noi che non possiamo stare senza di lei. E invece… Invece non lesina neanche un minuto del suo tempo per far sì che tutti possano stare nella merda. E quasi sempre ci riesce.
Le merde, i simpatizzanti della merda, le merde iscritte al movimento della merda, i giornalisti legati alla merda, i legislatori di merda, gli alleati della merda, tutti insieme concorrono a diffondere la merda e il suo verbo, così che possiamo affermare senza temere smentite che, finalmente e giustamente, siamo in uno splendido periodo di merda.
Congratulazioni.