Berlusconi e la sua piccola piazzale Loreto

Non ce l’ho fatta.

Mi ero ripromesso di non scrivere niente su questa vicenda, ma alla fine sento la necessità di dire anche io la mia. So di dimostrarmi come tutti gli altri e quindi di venir meno alla mia pretesa diversità di cui tanto amo vantarmi,  come tutti i narcisi egocentrici che si rispettano. Ma tant’è.

Cercherò di evitare i classici commenti che si sentono da decenni su Berlusconi, sia pro che contro. Onestamente stucchevoli. Specie ieri sera nelle varie trasmissioni di approfondimento (?) che si sono succedute in TV per brindare (o piangere) su uno dei momenti più catartici dell’intera storia di questo cazzo di Paese, che non si smentisce. Mai. In nessuna occasione.

Italiani brava gente. Cosi ci piace definirci. E pure anche santi, poeti e navigatori. Poi però ci accorgiamo  che siamo solo noi ad avere Schettino. E anche la capacità particolare di sporcarci le mani in modo goffo e, spesso, vigliacco.

Di tutto ciò che è successo ieri la cosa che più mi ha colpito è stata la SPASMODICA attesa dell’evento mediatico. L’Italia si è fermata per almeno due ore. Tutti attaccati al Web, alle news alla TV per seguire la fine di un mostro. Le esecuzioni pubbliche sono sempre state sin dalla notte dei tempi un grande spettacolo offerto dai regnanti al popolino. A Roma, per l’appunto, Mastro Titta ha scannato centinaia di persone in nome del Papa Re, venendo osannato come un eroe, in quei momenti, ma non potendo passare il Tevere per paura di essere lui stesso ammazzato, in tutti gli altri giorni della sua vita. Mi sono letto su Twitter una marea di commenti incredibili anche solo a ripensarci stamattina. Possono venire sintetizzati da uno solo.  Tal Nicola Brunailti, che, data la mia scarsa abilità con il mezzo, non so nemmeno come cavolo mi sia apparso sul display, che cinguettava: “Non ero così teso dal rigore di Grosso” , immagino riferendosi alla finale di coppa del mondo di calcio del 2006.  Lo so, forse non avrei dovuto far niente e lasciar perdere, ma mi sono sentito lo stesso di rispondergli “E pensa che comunque vada ci resterai male. E non saprai manco il perchè.  Forse”.

C’è una vena strana nel carattere italico. Una cosa che per la verità è intrinseca in tutti i popoli. Solo che da noi, un po’ di più. Parlo di quel sottile godimento nel vedere una persona famosa, un VIP, che soffre le pene dell’inferno. Non importa davvero se è colpevole o no (e per evitare fraintendimenti, non credo che in questo caso ci fossero molti dubbi al riguardo). Conta solo che soffra un po’. L’italiota ama questo rito sadomaso.  E che cosa c’è di più eccitante che vedere il pronipote di Mastro Titta che dall’alto dello scranno della Suprema Corte, spezza le gambe all’uomo più amato/odiato degli ultimi trent’anni in Italia? E poichè quel boia sa fare il suo mestiere ha fatto in modo di rendere lo spettacolo più gustoso mischiando le carte. Mettendo l’accoglimento di una piccola parte della mozione della difesa in apertura prima di sputare la condanna dalla bocca come un rutto ben riuscito. Un meraviglioso doppio passo alla Biavati, che ha messo nel sacco non solo i fan sfegatati di Silvio che hanno cominciato a esultare senza alcun senso come dei pazzi, ma anche i giornalisti di Sky che sono andati in paranoia non capendo bene se il condannato Berlusconi sarebbe stato finito a mazzolate oppure se anche stavolta l’aveva fatta franca facendosi beffa della giustizia. Ed è stato uno spettacolo comico vedere tutti quei giornalisti e invitati, alcuni pure di nome, che non avevano capito che cosa diavolo fosse successo avendo paura a sbilanciarsi in un modo o nell’altro e proprio per questo risultando ancora più ridicoli.

Pian piano, scesa l’adrenalina del momento, la gente mediamente normale che perde la testa solo se iper stimolata è tornata alle proprie cose com’è giusto che sia. Sono rimasti in campo solo i malati veri. Quelli a cui non basta solo la fine del tiranno. Quelli che vogliono vedere il sangue vero e per i quali osservare un vecchio di 77 anni agonizzante non è abbastanza.  Coloro cioè che pensano che invece deve crepare sputando fuori la defecatio post mortem davanti ai loro occhi perchè si possano sentire soddisfatti. Parlo di chi, ancora stamattina, si lamenta che per i prossimi trenta giorni Berlusconi sarà ancora a piede libero. Fate un giro su twitter e ne troverete quanti ve ne pare. Persone che avrebbero pure deciso di cominciare a pagare le tasse pur di vederlo portare al gabbio in diretta TV alla dichiarazione della sentenza. Gente che maledice il nostro Paese perchè questo fatto è la dimostrazione provata che non si eseguono le sentenze della magistratura. Se qualcuno avesse voglia di perdere del tempo e leggere i commenti al post di Beppe Grillo oggi capirebbe di cosa sto parlando. E parlo anche di Vittorio Zucconi che maledice il suo Paese (da Washington D.C.) perchè anzichè cinque anni di interdizione gliene daranno solo tre e tra qualche mese. Non subito come sarebbe stato (per lui) giusto. Come se questa cosa cambiasse qualcosa realmente, non comprendendo neanche lontanamente ciò che è successo.

E infine, last but not least, la vergogna delle dichiarazioni post sentenza del Presidente delle Repubblica e del PD nella figura del suo segretario Epifani.

Dico vergogna perchè in modo a mio parere demente sono uscite un minuto e mezzo dopo la sentenza della Cassazione dimostrando a chiunque che erano preparate con largo anticipo. Senza avere il buon gusto di lasciar decantare le cose, come sarebbe stato giusto che fosse, entrambi hanno contribuito a dare mazzate mica da niente. Sempre in diretta, perchè sarebbe stato brutto perdere il top di audience, Epifani, con a latere due burocrati di partito con sguardo catatonico, ma ammiccante allo stesso tempo, si è affrettato a dire al popolo di gente che l’ha votato, che il PD farà di tutto affinchè di fatto Berlusconi venga portato in galera il prima possibile. Si è solo dimenticato di giustificare sul perchè allora c’ha fatto il governissimo pur sapendo che era colpevole. In sostanza l’ex sindacalista ci ha detto: Porto il mostro al fresco ma continuo a governarci assieme perchè ci fa comodo che sia così visto che i grillini a noi ci schifano.

Apperò che ragionamento inappuntabile.

Napolitano ha fatto pure peggio. In soldoni ha detto: ok, va bene, le sentenze vanno rispettate, però adesso fate subito la riforma del sistema giustizia che non è possibile andare avanti così. In altre parole come dire che si è esagerato, delegittimando di fatto la sentenza stessa.

Penso che una cosa peggiore non potesse dirla e per questo non lo rispetto più.

Personalmente credo che si sia chiusa un’epoca.

Berlusconi politicamente è finito come lo era Craxi quando fu riempito di monetine all’Hotel Raphael  dalla stessa folla che ieri sera voleva vedere Berlusconi in galera. Molti dei quali continueranno a votare comunque allo stesso modo perchè all’italiota piace il sadomaso ma cambiare il governo un po’ meno.

Dico solo una cosa ben evidente a chiunque abbia un minimo di coscienza garantista dentro l’anima e non creda ad alcun regime del TERRORE, di qualunque colore esso sia. La sentenza definitiva su questo caso (ed è un ragionamento che vale per tutti quelli in cui non ci sia una piena confessione dell’imputato) non ha conclamato la verità assoluta tout-court,  ma solo la verità processuale. Che è cosa diversa. Io ad esempio continuo a non credere che Adriano Sofri sia stato il mandante dell’omicidio Calabresi e non ci vedo niente di male se esiste qualcuno che continua a credere che Berlusconi sia vittima del sistema giudiziario come per me lo è stato Sofri.

Trovo, questo si, aberrante e vergognoso oltre misura una persona come l’ex ministro Gasparri, che io ricordo perfettamente come fosse ieri, che la sera stessa della sentenza definitiva sul caso Sofri andare in televisione e, orgoglione come pochi, urlare che finalmente si poteva chiamare Sofri “Assassino”, ieri sera invece, con una faccia di tolla galattica, cercare di spiegare invece il perchè Berlusconi non sia da considerarsi un malfattore.

Un esempio meraviglioso di italiota D.O.C.