Volemose bene

Fare il puttaniere professionista è mica una cosa da nulla.

Insomma molta gente sottovaluta la fatica di dover sempre essere all’altezza del gravoso compito che il “ruolo” impone. Facile dire “io scelgo solo all’interno del mio target di riferimento e sparo con le munizioni che so che mi funzionano meglio”.

Così sono capaci tutti.

No.

Il puttaniere professionista è quello che studia metodi sofisticati e difficili per poter sopravvivere anche in mezzo a giungle di donne con cui, se fosse libero di scegliere, non si accoppierebbe mai. Il libero arbitrio infatti è solo una tavanata intercontinentale inventata dai cristiani per soggiogare menti deboli e non inclini al ragionamento logico. Il libero arbitrio non esiste, come  ho già avuto modo di spiegare qua.

Quando fui obbligato a confrontarmi con la difficilissima categoria sociale delle “donne intelligenti ma idiote allo stesso tempo” faticai tantissimo a trovare una chiave di accesso allo Stargate che portava dentro i loro verdi pascoli. Se mi impegnai a trovare una via  fu solo perchè mi resi conto che esse sono molto più numerose di quello che uno può pensare. Insomma, molto di più delle donne solo intelligenti o di quelle solo idiote. Come se ne riconoscono gli esemplari? Facile: cultura medio/bassa, tendenza a pensare che la vita non ha dato loro quanto esse meritavano solo per colpa del governo ladro e di questo Paese in cui tutto fa schifo, una discreta capacità di rielaborare pensieri positivi che però non riescono a far sfociare in nessun mare e pertanto innata predisposizione a credere che esistano vie fantasiose che portano in salvo. Inclinazione a credere al deus ex machina che le possa salvare ma solo perchè loro sono in grado di aiutarlo a sconfiggere il male. Sfrontata abilità nel distruggere con la loro intelligenza chiunque osi contrastarle muro contro muro ma propensione a farsi abbindolare da chi invece cerca di aggirare la loro Linea Maginot.

Anche fisicamente hanno dei tratti somatici che le fa riconoscere. Su tutto direi lo sguardo. Non sempre, ma molto spesso, dentro di esso, se uno guarda bene, può leggere i segnali di pazzia presente o futura. L’occhio pazzo a corrente alternata è davvero la loro caratteristica peculiare.

Comunque, alla fine, per fronteggiare questo tipo di donne decisi di prepararmi in modo adeguato con alcune teorie fantascientifiche o fantasmagoriche che dir si voglia che, adeguatamente padroneggiate, mi hanno permesso di avere interessanti successi anche con esemplari particolarmente agguerrite. E così ho studiato con estrema attenzione tutto ciò che riguarda l’archeosofia interplanetara e la teoria per cui la Bibbia non sia altro che un grande libro per iniziati nel quale si parla di come gli UFO hanno deciso di rendere abitabile la Terra. Eviterò adesso di entrare in questi sproloqui ma, per capirci meglio, di come, ad esempio Sodoma e Gomorra siano l’evidente manifestazione di un’esplosione termonucleare. Una una bomba atomica ante litteram. O di come, quando il profeta Isaia è stato rapito in cielo da un carro di fuoco, esso non fosse altro che una navicella spaziale. E quando invece rimase nella pancia di un grande pesce per tre giorni, era solo perchè entrato in un sottomarino. Oppure che l’Arca dell’Alleanza quella con cui Mosè si diceva parlasse con Dio non fosse altro che una enorme mega radio con cui comunicava con gli Alieni che lo aiutarono a separare le acque del Mar Rosso. L’escalation proseguiva con la teoria della sezione aurea di Leonardo e le mille implicazione fantascientifiche relative e a seguir con i Pi greco.

Il vero trucco  sta nel crederci un pochino davvero. E io, lo confesso, sono sufficientemente idiota da poter far mie anche queste cose.

Eppure molti anni fa ebbi una storia proprio con una donna che aveva queste caratteristiche e che mi ha segnato nel profondo.

Luisa, era piuttosto bella e incline a credere alla potenza dell’uomo vitruviano e quindi alle mie minchiate su Corbusier e il concetto di Mandala espresso da Jung. Il rapporto sarebbe stato quasi perfetto se non fosse per un piccolissimo particolare che alla lunga mise in crisi ogni cosa. Un giorno, infatti, se ne esce dicendomi che lei parlava con i gnomi del bosco. All’inizio pensavo che lo dicesse per prendermi per il culo allo stesso modo in cui facevo con lei e quindi accettai di seguirla nei suoi deliri. Cominciò allora a raccontarmi di come aveva conosciuto questa famiglia di gnomi piccolissimi che originari della Norvegia si erano trasferiti con un pellegrinaggio molto difficile sulle colline lucchesi dove avevano fatto nascere una colonia ben organizzata. Lei ci si era imbattuta per sbaglio andando a fare funghi e poichè, secondo il loro grande capo Bisazza, era una pura di cuore  le avevano permesso di entrare in contatto con la colonia. Privilegio che, sembra, diano solo a pochissimi umani. E così, ogni settimana, Luisa se ne andava a trovarli e loro la accoglievano con grande affetto. Una volta mi disse che aveva raccontato di noi due a Bisazza che le aveva risposto in latino: “Filioli diligite alterutrum“. Non sapendo tradurre mi chiese che cosa volesse dire e io, molto stupito della saggezza di Bisazza,  nonchè della sua cultura, risposi che all’incirca significava “Volemose bene, semo romani”.

La storia durò ancora un po’ fino a quando non mi disse che Bisazza voleva conoscermi di persona perchè intendeva celebrare uno strano rito di fertilità che avrebbe dovuto aiutarci. Lo fece con l’occhio da pazza non più intermittente ma in rosso fisso. Mi mise così paura che decisi che per me poteva anche bastare così. Lei la prese molto male e mi disse che se non avessi partecipato al rito di fertilità con gli gnomi lucchesi di origine norvegese con me avrebbe chiuso per sempre.

Le risposi semplicemente: Amen!

Avevo rimosso tutta questa storia fino a qualche giorno fa.

In una festa di compleanno in una piscina dove avevo portato le mie figlie, c’era un casino pazzesco di bambini di ogni razza e censo e un bordello di genitori accaldati impegnati a fare comunella e a parlare delle solite stupidaggini che oramai mi danno la nausea. Essendo entrato nella fase misantropica della mia esistenza me ne stavo a leggere un libro in disparte quando all’improvviso mi si avvicina un bambino che avrà avuto l’età delle mie figlie e mi fa:

“Ha detto la mamma di dirti che Bisazza c’è rimasto molto male che tu sei sparito.”

Un tuffo al cuore. Alzo lo sguardo e vedo distante una decina di metri una donna un po’ invecchiata ma ancora molto piacente, che mi sorride stanca. La riconosco e cerco con lo sguardo una via di fuga. Lei non mi lascia spazio e mi raggiunge mentre suo figlio torna a fare i tuffoni in piscina con tutti gli altri.

“Ciao, quanto tempo eh?”

Balbetto due o tre cose sul momento fino a che non ci raggiunge un omone panciuto e baffuto che mi scruta da capo a piedi.

“Ti presento Mario, il mio uomo.”

“E il padre di…” mi accorgo di non sapere il nome di suo figlio.

“No. Roberto, il bambino è figlio del mio ex marito. Ci siamo separati l’anno scorso. Sto con Roberto da qualche mese.”

Allungo la mano al coglione e questi la stringe svogliatamente e poi rivolgendosi a Luisa le dice:

“E questo sarebbe quello che ha offeso Bisazza?”

“Proprio lui”  fa lei seria con espressione grave.

“Ti rendi conto che per colpa tua una delle pochissime colonie di gnomi dei boschi in Italia si è dovuta trasferire?” mi dice aggressivo Mario.

Per un momento penso che stia giocando ma il suo occhio pazzoide mi fa capire che mi stavo sbagliando.

“Per colpa mia?” balbetto di nuovo.

“Si” risponde Luisa “Bisazza aveva paura che tu avresti denunciato la loro presenza e che per questo sarebbero stati sterminati e ha deciso di condurre la sua gente da un’altra parte”

“Ah perbacco, mi dispiace aver causato tanto disturbo” le dico sinceramente.

“Sappi che se succede qualcosa a quella colonia ti riterrò personalmente responsabile” mi fa il marito.

“Scusa, ma tu hai conosciuto personalmente Bisazza oppure lo dici così …”

“No. Non l’ho conosciuto perchè dopo che tu hai offeso la loro ospitalità, sono scappati, ma Luisa mi ha raccontato di loro e io ho imparato ad amarli e a volergli bene lo stesso.”

“Bravo Mario, così si fa.” dice la donna. Che poi si allontana con un sorriso sardonico per andare ad asciugare il figlio.

Rimaniamo soli io e Mario.

Ho una qual certo timore di ciò che può capitare.

All’improvviso lui si apre in un sorriso complice e mi dice piano:

“Oh scusa per tutto, ma sai com’è, se non l’assecondo con ‘sta storiaccia degli gnomi tristi questa mi molla  ….”

[Foto: L'uomo vitruviano]